"Sovente in queste rive, che, desolate, a bruno veste il flutto, e par che ondeggi, seggo la notte; e su la mesta landa in purissimo azzurro veggo dall'alto fiammeggiar le stelle..." (Giacomo Leopardi)

 

 

 

 

 

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UN RICORDO DI MINNIE ALZONA

 

 

di LILIANA PORRO ANDRIUOLI

 

 

Nata a Genova, Minnie Alzona ha svolto un’intensa attività letteraria e di impegno nel campo della critica e delle organizzazioni culturali. È stata presidente della federazione dei Lyceum italiani e per vent’anni del Lyceum di Genova. È autrice di diversi libri, alcuni dei quali tradotti in Spagna, Francia, Turchia e Croazia. Molte pagine di suoi romanzi sono incluse in antologie di narrativa e di fantascienza. Per tutta la sua opera di scrittrice ha ottenuto il premio della critica "Renato Serra"; nel 1985 ha vinto il premio "Città di Genova", mentre il Ministero della cultura francese le ha conferito la croce di "Chavailier des arts et des lettres".

 

 

Marzo, 2009

 

Eravamo nel 1998, poco più di dieci anni fa, quando Minnie Alzona per i tipi dell’Editrice Santi Quaranta di Treviso pubblicò Appunti per un addio, un libro che per certi aspetti ci apparve un po’ diverso dai suoi precedenti. Non si trattava infatti di un romanzo, ma di un libro autobiografico, una specie di quaderno di appunti, in cui, con il solito e personalissimo stile semplice ed elegante ad un tempo, l’Alzona rivisitava tutta la sua vita, indagando con estrema sincerità nel proprio io più segreto e portando in superficie pensieri, impressioni, sensazioni, colpe, rimorsi, gioie e dolori vissuti in prima persona.

 

Si trattava cioè di un libro che non raccontava una storia generica, ma la storia di un’esistenza, dalla quale la scrittrice sembrava si stesse preparando a separarsi, dandole l’estremo saluto: "… mi preparavo ad invecchiare con qualche malinconia e molte illusioni. La mia lotta con il tempo era cominciata da un bel po’ ma confidavo che una grande costanza e una forte dose di volontà potessero avere ragione di ogni sua offesa. Allora ero persuasa che non mi sarei mai ritrovata un volto come quello che mi restituisce il cristallo dello scrittoio mentre sto vergando queste pagine. Allora ignoravo che nessun accorgimento può arginare un crollo che avviene dall’interno e che la freschezza esteriore, per quanto prolungata con qualche accorgimento, non può integrare le insufficienza del cuore. Chi ha detto che il cuore non invecchia? Invecchia eccome…": ecco alcune frasi di questo suo diario intimo, che costituisce un lucido scandaglio interiore.

 

Ora, dieci anni dopo, il paventato momento della fine terrena è venuto, perché Minnie Alzona ci ha lasciati, essendo mancata a Genova, la città in cui era nata ottantasette anni fa, nella notte tra il 14 e 15 novembre 2008.

 

Il suo ricordo, però, non scompare con lei. Non potremo infatti dimenticare facilmente la sua persona elegante e garbata, il suo sorriso dolce e cordiale, la sua intensa attività critica (ha attivamente collaborato a quotidiani e periodici non solo cittadini) ed il suo assiduo e instancabile impegno nell’organizzare incontri letterari e culturali (è stata presidente nazionale della federazione dei Lyceum italiani e per vent’anni del Lyceum di Genova); ma soprattutto non potremo mai dimenticare la sua opera di narratrice; come d’altra parte non lo potranno fare i suoi numerosi ed affezionati lettori.

 

Parecchi i suoi racconti che figurano in antologie; ma un peso ancora maggior spetta alla sua ampia ed apprezzata produzione di romanzi, pubblicati anche con editori di fama nazionale. Fra i più noti ricordiamo: Quarta dimensione (Genova, Di Stefano, 1955, tradotto anche in spagnolo), Processo alla camerata (Genova, Di Stefano, 1958; Premio Nazionale Alessandro Manzoni, Roma), La moglie del giudice (Genova, Di Stefano, 1960, premio "Charles Veillon" di Zurigo 1959, per l’inedito), La strega (Milano, Rizzoli, 1964), Coma vigile (Milano, Rizzoli, 1968), Il giro del fronte (Milano, Pan, 1971), Viaggio Angelico - Una storia medioevale (Milano, Pan, 1977, premio selezione "Napoli"; ripubblicato nei tascabili dell’editore Ripostes, Salerno, 1992), Lettera di credito (Milano, Pan, 1981), La corona di Undecimilla. Dalla leggenda di un martirio (Cinisello Balsamo, San Paolo Edizioni, 1986), Il pane negato (Treviso, Editrice Santi Quaranta, 1993; Premio Rapallo-Carige per la donna  scrittrice 1994) e Appunti per un addio (Treviso, Editrice Santi Quaranta, 1998).

 

Minnie Alzona ha anche pubblicato una raccolta di versi, Nell’orto degli ulivi (Milano, Ares, 1985) ed una plaquette, Dialogo tra due silenzi (Pisa, C. Cursi, 1979). Freschissime sono inoltre le sue novelle dedicate all’infanzia e in particolare alla nipotina Sofia: La bimba che inghiottiva i sogni (Genova Lanterna, 1984), Il libro di Sofia (Genova, Ed. G. Buzzo, 2001) e La bottega del tempo (Alghero, Nemapress, 2003).

 

E proprio dal mondo dell’infanzia Minnie Alzona ha preso spesso spunto per i suoi libri più noti. Il pane negato è, ad esempio, una raccolta di sedici racconti tutti sul motivo dell’amore dagli adulti troppo spesso “negato” a bambini ed adolescenti: un libro dedicato all’infanzia sì, ma destinato agli adulti, dal momento che, come scrive Giuseppe Pederiali ("Italia Oggi", sabato, 5 marzo 1994), in queste “splendide pagine” la scrittrice, “una delle più sensibili interpreti dell’universo infantile”, riesce, “esplorando gli abissi del cuore bambino”, a “parlare al cuore degli adulti”.

 

Sul versante autobiografico sono poi da catalogare molti racconti, quali quelli de Il giro del fronte (una raccolta di racconti che adombra tuttavia “temi che coinvolgono tutti” gli uomini, cogliendo “le verità più folgoranti e segrete dei nostri giorni”), e alcuni romanzi, quali Coma vigile (in cui l’autrice parla dell’uscita dal coma del figlio Luca, che a sua volta racconta la propria esperienza) e infine Appunti per un addio (dove l’anziana signora che, nella stanza di un notaio, detta le sue ultime volontà è la stessa autrice che rievoca la sua vita).

 

Vi sono poi i romanzi a sfondo storico, o forse meglio leggendario, ai quali sono ascrivibili Viaggio angelico – Una storia medioevale (che ha per argomento la “crociata degli innocenti”, cioè dei fanciulli che nel 1212 partirono dal centro della Francia e della Germania verso Marsiglia, per prendere il mare e combattere contro i Saraceni), La corona di Undecimilla (la compagna di viaggio di Sant’Orsola, che racconta il suo viaggio incontro al martirio) e La strega (una compiuta ricostruzione, in forma narrativa, del processo a Galata dal Pozzo, presunta strega, processata ed arsa viva a Triora, nella valle Argentina, e del suo inquisitore, Gerolamo del Carretto).

 

A proposito del romanzo La strega scrive Elio Gioanola: “La strega può sembrare alla prima impressione un romanzo storico […] Ma per la scrittrice i fatti della storia o della cronaca sono paradossalmente la cosa meno reale e funzionano soltanto come pretesti […] essendo il riferimento vero di questa vicenda narrativa il plesso degli «esistenziali», il dolore, l’amore, le morte. Dominano in questo romanzo […] le pascaliane ragioni del cuore, che arrivano là dove non possono arrivare quelle della ragione” (cfr. F. Di Caprio Francia, Il privilegio del ricordo – Narratrici liguri del Novecento, Genova, De Ferrari, 2008).

 

E, passando a parlare di Coma vigile, da lui considerato “il lavoro forse più importante” della Alzona, così prosegue: “il fatto drammatico dell’incidente stradale del figlio Luca e del coma conseguitone, viene continuamente trasposto dalle sue dimensioni di cronaca vissuta in quelle di evento assoluto, capace di convocare tutte le vibrazioni del dolore e tutte le risorse dell’amore, anche contro le cautele della ragionevolezza”.

 

Caratteristiche peculiari dello stile di Minnie Alzona sono la limpidità e l’incisività del dire, unite ad una grande capacità di scandagliare l’animo umano e di analizzarlo sino nei più reconditi recessi, sempre, però, con estrema delicatezza e sottile intuito psicologico. E’ questa forse la ragione per cui indimenticabili sono da reputarsi alcune figure delle sue protagoniste.

 

Ora che Minnie Alzona ci ha lasciati comprendiamo appieno quanto fosse importante la sua presenza e quanto ci addolori la sua perdita.

 

 

 

Copyright © Liliana Porro Andriuoli – In Purissimo Azzurro

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n. 1 – anno 2009

 

Opere di Minnie Alzona

 

Quarta dimensione

(Genova, Di Stefano, 1955, tradotto anche in spagnolo)

 

Processo alla camerata

(Genova, Di Stefano, 1958; Premio Nazionale Alessandro Manzoni, Roma)

 

La moglie del giudice

(Genova, Di Stefano, 1960, premio "Charles Veillon" di Zurigo 1959, per l’inedito)

 

La strega

(Milano, Rizzoli, 1964)

 

Coma vigile

(Milano, Rizzoli, 1968)

 

Il giro del fronte

(Milano, Pan, 1971)

 

Viaggio Angelico - Una storia medioevale

(Milano, Pan, 1977, premio selezione "Napoli"; ripubblicato

nei tascabili dell’editore Ripostes, Salerno, 1992)

 

Dialogo tra due silenzi

(Pisa, C. Cursi, 1979)

 

Lettera di credito

(Milano, Pan, 1981)

 

La bimba che inghiottiva i sogni (Genova Lanterna, 1984)

 

Nell’orto degli ulivi

(Milano, Ares, 1985)

 

La corona di Undecimilla. Dalla leggenda di un martirio

(Cinisello Balsamo, San Paolo Edizioni, 1986; tradotto in radiodramma, è stato trasmesso a Zagabria nel 1990)

 

Il pane negato

(Treviso, Editrice Santi Quaranta, 1993; Premio Rapallo-Carige per la donna  scrittrice 1994)

 

Appunti per un addio

(Treviso, Editrice Santi Quaranta, 1998)

 

Il libro di Sofia

(Genova, Ed. G. Buzzo, 2001)

 

La bottega del tempo

(Alghero, Nemapress, 2003)

 

 

 

 

Voci dal web

Cignetto scrive:

[26 giugno 2008]

Vorrei segnalarvi un libro che ho appena finito di leggere: "Viaggio Angelico-Una storia medievale" di Minnie Alzona. Un libro che ha anticipato di alcuni anni "Il nome della rosa" di Umberto Eco, ma che purtroppo non é divenuto famosissimo come il massimo capolavoro di Eco (un po’ come é successo con I Vicerè e Il Gattopardo).

Il libro si ispira alla Crociata dei fanciulli che avvenne nel 1212 e si presenta come una sorta di diario scritto da Allys, la giovane protagonista, ormai prigioniera del sovrano dell'Egitto, che aveva partecipato alla crociata insieme al suo amico cieco Eustace. Allys affida alle pagine i ricordi personali di questa impresa impossibile e folle, le sue ambizioni, le sue speranze, le sue paure, i sui sentimenti, la sua crescita interiore.

Suona un po’ come un viaggio nella psiche non solo di Allys ma anche dei personaggi che la affiancano nella storia. E il finale rivela un'inaspettata sorpresa. Il libro é scritto in un italiano raffinatissimo. Un ricchezza di termini che non ho trovato in altri libri pur considerati grandi classici. E mi lascia sconcertata il fatto che scrivendo il nome di questa immensa scrittrice, Minnie Alzona, su Google, non abbondano informazioni su di lei. Assurdo!

Comunque, era nel mio interesse segnalarvi questo libro che mi é piaciuto tanto per la sua profondità e per la sua ricchezza (di tutto). Vi invito a leggerlo se avete voglia di leggere qualcosa di veramente bello.

[Roberto Bolle Fan Club]

 

 

Rassegna Stampa

 

Minnie Alzona appunti di una vita ("Il Secolo XIX", Venerdì 13 dicembre 1996)

 

Cinque nuove uscite della "Santi Quaranta" ("La Tribuna di Treviso", 19 gennaio 1997)

 

Stilando il testamento rivive il suo passato ("Famiglia Cristiana" n. 4, 4 febbraio 1997)

 

I ricordi che ci accompagnano ("Italia Oggi", Sabato 25 gennaio 1997) 

 

I bambini umiliati e offesi ("Italia Oggi", Sabato 5 marzo 1994)

 

Buone notizie dall’infanzia ("Il Nostro Tempo" di Torino, 9 gennaio 1994)

 

L’amore negato ("Il Gazzettino", Lunedì 11 aprile 1994)

 

Bambini e genitori separati in casa ("Il resto del Carlino", 3 febbraio 1994)

 

Le finaliste di Rapallo ("Tuttolibri" de "La Stampa", 2 aprile 1994)

 

 

 

 

 

"Ora è notte. Oltre la finestra a croce, in purissimo azzurro, oltre un fantastico candido lenzuolo, teso ai fili eterni della Storia implacabile, scorgo, ed è silenzio, ferma la stella e le mura incrollabili di Gerusalemme d'oro..." (Elio Fiore)

 

 

 

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