"Sovente in queste rive, che, desolate, a bruno veste il flutto, e par che ondeggi, seggo la notte; e su la mesta landa in purissimo azzurro veggo dall'alto fiammeggiar le stelle..." (Giacomo Leopardi)

 

 

 

 

 

                                     Rivista di letterature & dintorni

                            fondata e diretta da Maria Di Lorenzo

 

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n. 2 - anno 2009

 

 

 

 

Sommario

 

 

 

 

Editoriale

Nel nostro Vero Luogo

Prove tecniche di “rivoluzione” globale

di Marco Guzzi

 

Visto si stampi

Lo sciopero dei pesci di Salvo Zappulla

Il vento racconta di Alessandra Corsini

Allo specchio e altri racconti di Laura Badaracchi

A cura di Maria Di Lorenzo

 

La parola interiore

Il giorno della svelata conoscenza

Un ricordo di Margherita Faustini

A cura di Liliana Porro Andriuoli

 

Il racconto

La pelle della bambina

di Enrico Valenzi

 

Pagine digitali

Babelit: da Letteratitudine al mondo

A cura di Massimo Maugeri

 

Accadde domani

Gli anniversari della cultura:

Giuseppe Pellizza da Volpedo

a cura di Anna Laura Mellini

Il principe-letterato: Giuseppe Tomasi di Lampedusa

a cura di Claudia De Bernardi

 

A piedi nudi nel verso

E’ sempre il mattino

di Alfredo Contran

 

In libreria

Nasconditi dentro il mio cuore

di Maria Di Lorenzo

 

Flannery – Il forum letterario delle donne che scrivono

Il cielo è dei violenti di Flannery O’Connor

Conversazione a più voci sulla più grande scrittrice

americana del Novecento (1-11 giugno 2009)

“Tu non dici parole” di Simona Lo Iacono

Un esordio letterario di grande talento

(12 - 30 giugno 2009)

Perché scrivono le donne? L’atto della scrittura

e l’immaginario femminile (1 luglio - 31 agosto 2009)

 

Scaffale alto

La ricchezza del “canto” di Whitman

in un nuovo libro di poesie curato da Antonio Spadaro

Dentro il “fuoco segreto” di Tolkien

“Il Signore degli anelli” in un saggio di Stratford Caldecott

A cura di Andrea Monda

 

Celluloide

“Questione di cuore” di Francesca Archibugi

con un’intervista alla regista a cura di Maurizio Turrioni

 

La piuma e il torchio

Un intero universo sotto le parole

Morena Fanti intervista l’editore Alessandro Ramberti

 

Le muse sul mouse

Beato Angelico. L’alba del Rinascimento

Al Complesso del Vittoriano “Giotto e il Trecento”

di Francesca Romana Cicero

 

Spazio franco

Paola Capriolo, narratrice del mistero

Intervista a cura di Claudio Toscani

 

Pentagramma

Il viaggio di Bob Dylan

di Alessandro Carrera

 

Voci di scena

Il “quinto evangelo” di Elena Bono: due testi teatrali

di Andrea Monda

 

Corsi & Concorsi

Concorso Inediti In Purissimo Azzurro

 

 

 

 

 

 

I giusti

 

 

Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.

Chi è contento che sulla terra esista la musica.

Chi scopre con piacere una etimologia.

Due impiegati che in un caffè del Sud

giocano in silenzio agli scacchi.

Il ceramista che premedita un colore e una forma.

Il tipografo che compone bene questa pagina

che forse non gli piace.

Una donna e un uomo che leggono le terzine finali

di un certo canto.

Chi accarezza un animale addormentato.

Chi giustifica o vuole giustificare un male

che gli hanno fatto.

Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.

Chi preferisce che abbiano ragione gli altri.

Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.

 

 

Jorge Luis Borges

 

 

 

 

 

Per questo numero si ringraziano:

 

Alessandro Carrera

Francesca Romana Cicero

Claudia De Bernardi

Maria Di Lorenzo

Morena Fanti

Marco Guzzi

Massimo Maugeri

Anna Laura Mellini

Andrea Monda

Liliana Porro Andriuoli

Claudio Toscani

Maurizio Turrioni

Enrico Valenzi

e inoltre:

I familiari di Mons. Alfredo Contran

e tutto lo Staff di Flannery

 

 

 

 

 

EDITORIALE

 

 

Nel nostro Vero Luogo

 

Prove tecniche

di “rivoluzione” globale

 

di MARCO GUZZI

 

 

In questi ultimi mesi la società umana ormai globalizzata sta attraversando una crisi radicale di tutto il suo assetto economico, traballano i sistemi finanziari e mentali di un mondo costruito sulla frenesia dell’accumulo, e traballa l’impero americano che incarna al meglio questo modello di sviluppo.

Fa quasi compassione vedere gli USA dover rassicurare i creditori cinesi, e ribadire di essere ancora debitori credibili. L’America non è più l’America del mondo?

E diventerà la Cina il nostro Eldorado, questo che è l’ultimo impero comunista rimasto, con tutto il suo armamentario di violenza, di pene capitali, e di violazione continua dei più elementari diritti umani?

Trema intanto anche la terra in Abruzzo e uccide in una notte quasi trecento persone. La natura ci mostra ancora una volta il suo volto spietato, del tutto impermeabile ai nostri poveri desideri umani, ai nostri sogni, alle nostre speranze.

Quasi nessuno sa dirci una parola sensata. C’è chi ancora crede che sia Dio a mandarci queste prove, un Dio sadico e bestiale, che ha fame del sangue dei suoi figli e di suo Figlio per placare la propria ira funesta. E c’è chi crede di liberarsi del problema del male semplicemente negandolo, reprimendo dentro di sé la domanda che ci fa umani: perché tutto questo?

Da tempo sappiamo che le cose su questa terra stanno andando verso una resa dei conti, e tendono ad estremizzarsi perciò, in quanto è l’intera tendenza dominante della cultura umana che si sta per rovesciare.

Nel suo ultimo libro (Portando Clausewitz all’estremo, Adelphi 2008) l’antropologo René Girard scrive: “Oggi la violenza è scatenata a livello planetario, provocando ciò che i testi apocalittici annunciavano: la confusione fra i disastri causati dalla natura e i disastri causati dagli uomini, la confusione tra il naturale e l’artificiale.

Oggi è più che mai evidente che né la natura né la storia sono luoghi umana-mente abitabili.

Dobbiamo imparare ad abitare in un altro luogo, nel nostro Vero Luogo, come direbbe il poeta Yves Bonnefoy, per risanare da lì, da quel luogo libero, la terra e il mondo, la natura e la storia.

Risuonano in me in questi giorni con forza inaudita, come un annuncio di liberazione e come un grido di vittoria, le parole del Cristo: “Il mio regno non è di questo mondo”.

Neppure il mio regno è di questo mondo, neppure la mia più autentica realtà appartiene a questa struttura visibile di mondo. Io sono altrove.

E di questa capacità umana di spostamento mentale e spirituale in un Altrove Presente dovremmo occuparci, perché soltanto questa rivoluzione interiore potrà liberarci dagli effetti devastanti della tendenza irrefrenabile alla distruzione che ormai domina in questo mondo.

E dovremmo confrontarci in modo del tutto nuovo, laico, scientifico, e moderno, con quelle tradizioni millenarie che custodiscono la conoscenza dei rapporti tra il Qui e l’Altrove, e cioè l’esperienza degli stati spirituali dell’essere umano.

Il problema all’ordine del giorno mi sembra essere questo: come possiamo risanare il Qui terrestre centrandoci nell’Altrove Presente? O, detto in termini cristologici, come procede il Regno lungo i secoli finali della storia?

Questo d’altronde è stato il tema che ha dominato l’intera epoca moderna, fino alle sue estreme controfigurazioni nel XX secolo.

Ora, in questi ultimi trenta anni, sembra rimosso, ma è solo per un breve momento accantonato da menti ancora troppo deboli per affrontarlo al livello in cui ormai siamo chiamati a comprenderlo. Dobbiamo adesso riprendere il tema e sottoporlo ad appropriate variazioni.

Dobbiamo, come occidentali cristiani, più o meno credenti poco importa, comprendere che per farci portatori delle ragioni del Regno, e cioè di una pace, di una giustizia, di una libertà, e di una uguaglianza, che letteralmente non sono di questo mondo (che cioè non appartengono né al mondo della natura  né a quello della storia finora conosciuta), siamo chiamati a spegnere in ogni istante la nostra mente ordinaria, e cioè in un certo senso a morire al nostro io mortale e cieco, egoista, infantile, e pronto alla reazione di attacco-difesa, e che in realtà è a fondamento di tutta l’ingiustizia e la violenza che vorremmo combattere.

Detto in altri termini: la rivoluzione di questo mondo è simultanea-mente un evento spirituale e un fatto storico.

Questo è stato troppe volte dimenticato ad Occidente, producendo da una parte rivoluzioni storiche terribilmente violente e distruttive, e cioè senza carità perché senza conversione mentale, e dall’altra spiritualità della disincarnazione, della fuga dal mondo, e alla fine della sua piena legittimazione, e quindi senza giustizia perché senza conversione materiale.

Ora siamo chiamati a comprendere meglio il nesso indissolubile che lega ogni trans-formazione storica ai processi di trans-figurazione interiore, anche grazie all’incontro provvidenziale con le grandi tradizioni orientali. Qualcosa di enorme sta avvenendo nel profondo delle nostre anime. Stiamo preparando le basi di una umanità radicalmente rigenerata.

 

 

 

 

"Ora è notte. Oltre la finestra a croce, in purissimo azzurro, oltre un fantastico candido lenzuolo teso ai fili eterni della Storia implacabile, scorgo, ed è silenzio, ferma la stella e le mura incrollabili di Gerusalemme d'oro..." (Elio Fiore)

 

 

 

Il forum letterario delle donne che scrivono

 

 

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