|
EDITORIALE
Dentro la nostra carne
Immagini
distorte
sull’orlo evidente
della crisi
di MARCO GUZZI
Del primo
discorso che Obama ha tenuto al Congresso degli
Stati Uniti le parole che mi hanno colpito di più sono state le ultime, quando
il Presidente ha invocato la benedizione di Dio su tutti i presenti e sugli
Stati Uniti d’America. Mi sono chiesto: ma chi sarà questo Dio?
Certo voi
direte che se c’è un Dio, egli non può che essere Uno e Unico; ma il
problema è che noi umani invece produciamo molteplici e ben differenti immagini di Dio, e costruiamo in
definitiva le nostre modalità storiche e culturali di vivere sulla terra proprio in base
a queste immagini.
L’uomo cioè si dà una forma culturale, ma anche psicologica, in
base a come interpreta la propria esperienza fondamentale, quella di essere
quello strano essere mai del tutto de-finito, e quindi di per sé aperto all’In-finito.
In base
all’interpretazione di questa nostra relazione radicale con ciò che non ha confini, e cioè con la sfera del divino e del sacro-numinoso,
sono nate tutte le civiltà, le religioni, e le culture della storia.
Potremmo
dire perciò che l’uomo sia in definitiva un essere Deiforme o Teoforo: non può pensare a
se stesso se non pensando all’Infinito, all’Assoluto,
a Dio.
Che poi esista o meno
Dio è effettivamente secondario.
Ogni
antropo-logia (discorso sull'uomo) è sempre e comunque
una teo-logia (discorso su Dio),
e da queste due forme interconnesse di discorsi derivano poi le direttive in
base alle quali gli umani definiscono le leggi della loro convivenza, e
cioè la politica.
Anche l’ateismo è una ben precisa teologia, che ritiene che
l’In-finito che ci abita sia Niente. Quale forma di umanità
deriva da questa visione di Dio, come essere
che non c’è? E quale forma di società produrrà questa
assenza di qualsiasi Principio trascendente?
E come mi
sento io se penso che l’Infinito desiderio che mi spinge e non mi dà posa sia in
realtà un nulla di fatto, una
specie di inganno di una natura beffarda e crudele? Ma
come divento io se invece penso che Dio sia una sorta di persecutore
dell’uomo, pronto col dito puntato a coglierci in fallo per punirci senza
pietà?
E che
tipo di giustizia penale costruiremo se riterremo che Dio Padre abbia richiesto
la tortura fino alla morte del Figlio per salvare l’umanità?
Oggi ci
troviamo di fronte, ma anche dentro di noi, sia la teologia atea del Dio
Assente che quella schiavizzante del Dio
Persecutore. Entrambe però sono in realtà agli sgoccioli, e la crisi terminale delle nostre
società nichilistico-fondamentalistiche non è che
l’esito ultimo del tracollo di queste teologie/antropologie della figura di umanità che sta morendo.
Chi è dunque il Dio di Obama?
Non lo
sappiamo, e presumiamo di poterlo dare per scontato. Ma
non è affatto così. Perché anche sostenere che si
riferisca al Dio di Cristo è ormai del tutto insufficiente e
spaventosamente vago.
Sappiamo
bene infatti che la stessa fede cristiana ha generato persone come san Francesco o
come Pinochet, ma anche le società del terrore e
della tortura del medio evo, e poi le monarchie e gli imperi cattolicissimi
in cui vigevano le più rigide differenze di casta, e ha ispirato l’astio
antimoderno di Gregorio XVI come lo spirito liberale di Jefferson
e di Adams.
E’ tempo di riconsiderare con cura tutte le immagini di Dio, e
quindi dell’uomo e del mondo, che ci arrivano addosso da tutta la storia
del pianeta.
Ed è ciò che in realtà sta avvenendo:
un duro setaccio di tutte le nostre concezioni antropo-teo-polito-logiche.
E il setaccio avviene dentro la nostra carne, dentro i travagli concretissimi della
nostra storia biografica.
E' tempo
che ognuno di noi, credente o non credente che sia, diventi consapevole di
portare dentro di sé, spesso a livello inconscio, molteplici immagini distorte di Dio e della vita,
di cui è ormai indispensabile liberarci.
La grande
Crisi che stiamo attraversando sarà tanto più feconda se saremo in grado di
viverla come riformulazione radicale
della nostra umanità a partire dalle immagini fondanti che ci
costituiscono.
Copyright ©
Marco Guzzi
All rights
reserved
|